Cartolina del Lupo, 30 marzo 1985, dal set di Ritorno al passato
marzo 31st, 2011 § Lascia un commento
Cartolina del Lupo, 30 marzo 1985, dal set di Ritorno al passato
Non sono uno di quelli che attaccano bottone con le ragazze parlando della teoria bosonica a 26 dimensioni o di quella supersimmetrica a 10 dimensioni. Preferisco parlare delle offerte della Simmental, di quanto la Simmental mi faccia accapponare l’arteria sfenopalatina, di quanto sarebbe bello per esempio bere un goccio di mezcal con Zemeckis mentre gira la prima scena di Ritorno al passato.
Cartolina del Lupo, 9 marzo, da una bicicletta che crede nell’autodeterminazione
marzo 14th, 2011 § 1 commento
Semafori che lampeggiano. branchi di motorini, bancarelle di cose e astrologi su sgabelli, paesaggio di facce che si incrociano tra via Foscolo e via Petrarca, camion bianchi con dentro omini che scuotono carcasse di maiali, mercato, Piazza Vittorio Emanuele II, mercato di spezie in polvere, mercato di ghiaccio sotto pesce, mercato di macellai insanguinati, camion bianchi con omini stesi su sacchi di tuberi gialli, cumino, curcuma, zenzero, portici e pozze di piscio, manifesti Casa Pound, pozze di piscio ancora, la donna che siede sempre all’angolo di via Mamiani, la donna che urla, si strappa le vocali dalla gola, bicicletta impazzita, manubrio stupido manubrio, via Giolitti controsenso, trenino bianciogiallo fischia, mi copre mentre le bestie intorno si superano e si penetrano, ciuf ciuf, mentre li senti urlare dagli abitacoli riscaldati.
Cartolina del Lupo, 23 febbraio, su un materassino ikea, gonfiabile in pochi minuti
febbraio 23rd, 2011 § Lascia un commento
Qualcuno diceva che il diavolo è l’amico che non resta mai fino alla fine. Era un amico di qualcuno, quel qualcuno. Stanotte ho dormito su un materassino ikea con il dorso argentato. Il proprietario del materassino ha premuto il soffietto con le mani, prima di sprimacciare un asiugamani, infilarcelo sotto e colpire con il piede, centrando per bene la superficie rigata. Un rumore di asma totale, un urlare di branchie ferite, sembrava. Poi il proprietario è andato a dormire dicendo ho sonno. Mi sono steso sul materassino tumescente e ho aperto un libro. Fuori la notte frugava tra i lampioni. Ho pensato a quello che resta di me, oggi, su questo materassino argentato, su questo pavimento dalle piastrelle a forma di toblerone. Ho pensato alla faccia del re. Ho pensato al sonno degli amici. Ho pensato che il lavoro debilita l’uomo, e anche la donna. Ho pensato al tavor. Ho pensato al fiotto che brucia la gola. Ho pensato alle cose che partono quanto tu sei fermo. Ho pensato al mondo, al cane che chiamiamo mondo, al mondo cane che chiamiamo amico, al miglior amico del cane, l’uomo.
Ho pensato che stanotte esco e vado in piazza. Mi infilo il cappello che mi ha lasciato mio padre. Indosso le storie che mi ha raccontato mio nonno. Ho pensato che vado in piazza e compro del ghiaccio da un pescivendolo e poi lo vado a lanciare sul fuoco che brucia senza affumicare. Ho pensato di farlo, stavolta. Ma poi ho dormito, come tutte le notti, come tutti i diavoli.
Cartolina del Lupo, 9 febbraio, in un tempo caldo e oscuro
febbraio 16th, 2011 § Lascia un commento
E’ durato poco, il mio ultimo lavoro. Non credo di essere adatto a certi lavori. Per esempio, non credo di essere stato un buon sequestrato. E in fondo lo so che dovrebbe essere facile:
mangi quando ti dicono di mangiare;
pisci quando loro ti dicono che puoi pisciare;
dormi quasi sempre.
Dovrebbe essere facile fare il sequestrato, soprattutto se ti pagano.
E’ che ho esagerato.
Venerdì mi sono svegliato male, la bocca impastata con il das, gli occhi sbrilluccicanti e caccolosi, le voglie nel lenzuolo.
Dopo aver fatto colazione ho chiesto al capo se potevo prendermi due giorni di malatia.
Prendili, ha detto lui, ma te li scalo dallo stipendio.
No, gli ho detto, trapassando con gli occhi caccolosi la lana nera del suo passa montagna, gli ho detto, no, me li devi pagare.
Lui ha detto, grattandosi il grande orecchio roseo destro che spuntava come una pianta grassa, ha detto, allora ti licenzio.
Io ho smesso di guardarlo, per un po’, e mi sono concentrato sulla corda che mi stringeva i piedi.
Poi ho detto, non so dove andare, ecco.
Allora lui si è sfilato il passamontagna, e mi ha detto, se vuoi ti posso ospitare a casa mia.
Ho detto, non posso accettare, non esiste al mondo.
E me ne sono andato, ai mercati generali.
Cartolina del Lupo, 26 gennaio, Lago di Zoccolo (Zoggler Stausee), provincia di Bolzano, Regione Autonoma Trentino Alto Adige-Südtirol
gennaio 26th, 2011 § Lascia un commento
L’attualità puzza come il taleggio.
L’attualità è come quelle bambole gonfiabili che danno in dotazione agli astronauti.
L’attualità, per uno che non mangia il taleggio e ha paura dello spazio, è come correre su un tapis roulant.
Lui, il tapis, sta fermo muovendosi, tu, l’umano, ti muovi stando fermo.
L’attualità non la capisco, mi dice Jürgen mentre mi versa una tazza di caffè lungo.
L’Italia non la capisco, mi dice Jürgen mentre mi serve una fetta di torta ai lamponi.
Dico a Jürgen, neanch’io Jürgen, neanch’io. Parlami di questo lago.
Dice, se tu pescare ti piace trota iridea, salmerino di fontana, trota fario, salmerino alpino und trota marmorata.
E poi?, gli chiedo ricordandomi che non mi piace pescare.
Und lago Zoccolo offre grande corsa dei Masi.
Ma dai?, dico a Jürgen stroppicciandomi gli occhi, e cosa sono i Masi?
Case in legno con tetto particolare il legno e sassi, dice Jürgen.
E quando si tiene questa corsa?, gli chiedo, sperando che sia lontana nel tempo e nello spazio.
25 luglio, dice Jürgen, ma se vuoi noi allenare nel pomeriggie.
No, dico a Jürgen, ma ti ringrazio, penso che andrò a dormire, anzi, penso che andrò a leggere le ultime dall’Italia.
Ma questa essere Italia, dice Jürgen.
Non credo proprio, dico io, e lo saluto facendo il gesto dell’ombrello.
Cartolina del Lupo, 22 dicembre, Machine, Arizona
dicembre 22nd, 2010 § 2 commenti
Abbiamo mangiato bacche essiccate, stanotte.
Abbiamo avuto freddo, ma nessuno ha pianto.
Blake ha detto: « L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa. » « Leggi il seguito di questo articolo »


