Giro sintetico del Mondo Cane

luglio 14th, 2011 § Lascia un commento

Sono stato in Thailandia, per esempio. O a San Francisco, in un bar a forma di bara.
Sono stato nel deserto di Atacama, a nord del Cile, il deserto più arido del mondo, dove le piogge non esistono perché nessuno le registra, e se succede succede ogni 15 anni, e quando succede succede una cosa assurda, cioè il deserto fiorisce.
Ho parlato con Luis Gonzalez, scrittore nato a Tegucigalpa, Honduras, America Latina, Giungla del Cazzo, che dice di essere nato nella Comayaguela, la zona dei poveri con i denti marci e le scarpe lisce. « Leggi il seguito di questo articolo »

Cartolina del Lupo, 18 maggio, da una piazza in cui sono evidenti le tracce di un comizio elettorale

maggio 24th, 2011 § Lascia un commento

Quindi i Maya riempivano le guance dei morti con pezzi di zucca. Dice che coprivano gli occhi dei morti con monete d’oro.
Poi i Maya sono morti. Siamo arrivati noi. Però la morte esiste ancora. E i nostri funerali sono più noiosi di quelli dei Maya.
Noi siamo noiosi.
I funerali, se uno ha voglia di osservare, sono meno noiosi di quanto uno pensi. Strazianti, a volte. Irritanti, spesso. Però ci sono almeno tremila anni di funerali raccontati, da qualche parte, sui muri, sulle pergamene, sulle tavolette di argilla, sui papiri, persino nei libri.
Certo, ce ne sono di più vecchi di tremila anni, ma io non li conosco.
Il fatto è che oggi sono andato a un funerale. Ecco perché ne parlo. C’erano le bandiere, il palco, il microfono, i manifesti, c’erano i volti, le cravatte, i bambini appollaiati sulle spalle dei papà, c’erano le coppie mano nella mano, i gelati colanti, le lingue che li prosciugavano, c’erano le accolite di vecchi usciti dalle bocciofile, c’erano gli insegnanti, gli operai, gli impiegati, i commercianti, i ragazzi che hanno studiato e lavorano a tempo determinato e che tutti chiamano precari, c’era la vita, nonostante tutto.
Poi una specie di temporale ha spinto la folla verso sinistra, verso i portici.
Il vento era forte, cambiava traiettoria di continuo.
La folla si è spostata a destra.
Alla fine la gente si è arrampicata sugli alberi.
I bambini sulle cime.
Gli anziani sulle fronde.
Qualcuno ha gridato “terra”, a un certo punto, ma nessuno l’ha ascoltato.

Cartolina del Lupo, 11 maggio, da un tempo espanso e contratto

maggio 24th, 2011 § Lascia un commento

L’11 maggio del 1860 Garibaldi e i Mille sbarcano a Marsala. Ma non lo racconterò.
L’11 maggio del 1912 Marinetti pubblicherà il Manifesto tecnico della letteratura futurista. Non ne parlerò.

Bob Marley muore a Miami.
Bendandi profetizza un terremoto a Roma.
Mancano dieci giorni al mio compleanno.
Mia madre accompagna sua sorella da qualche parte.
Un vecchio mi racconta la storia di suo padre, il nonno di suo figlio.
La signora che siede all’angolo tra via x e via y mi chiede l’elemosina. Un tale sputa in faccia a un altro tale.
Uomini e donne salgono su un autobus.
La Moratti accusa Pisapia di furto.

Lavo casa. Aspetto qualcuno.
Una voce siciliana parla allo stereo.
La temperatura è di 25 gradi alle 17, di 19.5 alle 20:00, di 15.3 alle 23:00.
Ho mangiato in un posto che sembrava un fast food, e ho pensato a un posto in cui mi piaceva perdermi quando avevo 9 anni.
Ho pensato di prendere un aereo. Di guardare fuori dal finestrino, le nuvole come un tappeto sull’acqua.
Ho pensato che mio padre a quest’ora è ancora a lavoro.
Infine l’11 maggio del 1887 nacque Paul Wittgenstein, pianista, fratello maggiore di Ludwig, filosofo.
Durante la prima guerra mondiale Paul perse il braccio destro, ma continuò ad esibirsi. Morì.

Le cartoline di Lupo&Fratello vanno in onda tutti i mercoledì sera, a partire dalle 21:00, su www.radiopopolareroma.it.

Ascolta MONDO CANE.

Cartolina blues, da un bar sulla Casilina, il proprietario assomiglia a Ike Turner e viene dal Bangladesh

aprile 7th, 2011 § 1 commento

Ci sono quelli che ascoltano Elvis, quelli che si vestono come Elvis, ci sono quelli che ingrassano come Elvis, quelli che muoiono come Elvis, ci sono un sacco di Elvis, di Jim, di Janis, di Jimi, di gente che risponde alle domande come fece Syd Barrett – La sua band ha un nome molto originale. Ma chi le ha suggerito il nome Pink Floyd?  – Gli alieni! “.

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Cartolina del Lupo, 23 marzo, dal bar con l’insegna rossa, quello all’angolo

marzo 30th, 2011 § Lascia un commento

Cartolina del Lupo, 23 marzo, dal bar con l’insegna rossa, quello all’angolo

 

Non so perché le pietre rotolano e non so perché quasi sempre i bambini brutti sono figli di genitori belli e viceversa, e non so ma lo so perché l’acqua ora ce la rubano se non strisciamo in piazza, e non so perché la gente conserva scontrini per poi piangerci sopra, sono solo scontrini, penso, mentro brucio i miei e piango, « Leggi il seguito di questo articolo »

Cartolina del Lupo, 9 marzo, da una bicicletta che crede nell’autodeterminazione

marzo 14th, 2011 § 1 commento

Semafori che lampeggiano. branchi di motorini, bancarelle di cose e astrologi su sgabelli, paesaggio di facce che si incrociano tra via Foscolo e via Petrarca, camion bianchi con dentro omini che scuotono carcasse di maiali, mercato, Piazza Vittorio Emanuele II, mercato di spezie in polvere, mercato di ghiaccio sotto pesce, mercato di macellai insanguinati, camion bianchi con omini stesi su sacchi di tuberi gialli, cumino, curcuma, zenzero, portici e pozze di piscio, manifesti Casa Pound, pozze di piscio ancora, la donna che siede sempre all’angolo di via Mamiani, la donna che urla, si strappa le vocali dalla gola, bicicletta impazzita, manubrio stupido manubrio, via Giolitti controsenso, trenino bianciogiallo fischia, mi copre mentre le bestie intorno si superano e si penetrano, ciuf ciuf, mentre li senti urlare dagli abitacoli riscaldati.

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Cartolina del Lupo, 29 dicembre, Zakopane, Polonia, Voivodato della Piccola Polonia

dicembre 29th, 2010 § Lascia un commento

Stamattina ho comprato il piumino più brutto d’Europa in un negozio che sembrava una macelleria. Il problema primario dell’Europa non è la mancanza di una costituzione, ma la presenza dei piumini, secondo me. Il mio, poi, è particolarmente brutto perché è argentato, ma era l’ultimo, e qui, nella valle bianca, tra i Monti Tatra e la Collina Gubalówka, il freddo è secco, e mentre sorride ti sfracella la pelle, e non puoi andare a vedere i boschi di Witckiewicz con il cappottino, se no ci muori come ha fatto lui. « Leggi il seguito di questo articolo »

Cartolina del Lupo, 27 ottobre – dal deserto di Atacama, a nord del Cile

dicembre 6th, 2010 § Lascia un commento

Stanotte,  nel deserto più arido del mondo, dove le piogge non esistono perché nessuno le registra, e se succede succede ogni 15 anni, e quando succede succede una cosa assurda, cioè il deserto fiorisce, così mi ha detto un tizio con cui ho parlato, uno scrittore. Poi gli ho chiesto di scrivere qualcosa, perché a me non veniva in mente niente.

Buongiorno. Mi chiamo Luis Gonzalez e sono nato a Tegucigalpa, Honduras, America Latina, Giungla del Cazzo.

Buongiorno. Mi chiamo Gonzalez Luis e sono nato nella Comayaguela, la zona dei poveri con i denti marci e le scarpe lisce.

Sono andato via dal mio paese perché altrimenti mi avrebbero fatto fuori. Non sono nel traffico della cocaina, né in quello dell’eroina. Il mio settore è più antico di queste sostanze, e può vantare nomi e facce molto più pericolose di quelle dei narcotrafficanti. Ovviamente parlo di Omero, Tucidide, Senofonte, Tito Livio, Marziale, Catullo, Blake, Dante e Cervantes, e pure Shakespeare.

Da qualche tempo ho un problema con l’alcol. Mi chiedo chi non ne abbia. Chi non ne ha? Il fatto è che essendo uno scrittore possiedo un ritmo linguistico piuttosto accelerato, le mie parole scintillano come martelli sui nervi acustici dei miei ascoltatori. Infatti frequento i bar tristi dove la gente muore nei bicchieri. E parlo troppo. Mi dico sempre che un bravo scrittore ascolta e basta. Ma quella gente non parla. Bisogna incitarli, punzecchiarli, trascinarli sull’impiantito traballante della sala e farsi tirare fuori tutta la storia che conoscono. Spesso lo fanno. Molto spesso tirano fuori cazzotti, per lo più.

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