Giro sintetico del Mondo Cane

luglio 14th, 2011 § Lascia un commento

Sono stato in Thailandia, per esempio. O a San Francisco, in un bar a forma di bara.
Sono stato nel deserto di Atacama, a nord del Cile, il deserto più arido del mondo, dove le piogge non esistono perché nessuno le registra, e se succede succede ogni 15 anni, e quando succede succede una cosa assurda, cioè il deserto fiorisce.
Ho parlato con Luis Gonzalez, scrittore nato a Tegucigalpa, Honduras, America Latina, Giungla del Cazzo, che dice di essere nato nella Comayaguela, la zona dei poveri con i denti marci e le scarpe lisce. « Leggi il seguito di questo articolo »

Cartolina del Lupo, 25 maggio, un cesso una storia, una storia per un cesso, un cesso di storia o storia di un cesso?

giugno 1st, 2011 § 1 commento

Quando gli occhi ti prudono tu ti specchi e vedi pompelmi rosa incastonati tra carne e peli.
Nei bagni, le cose migliori capitano nei bagni. I bagni che è lecito chiamare cessi. I cessi dei locali.
Di notte l’odore del lysoform è scomparso, come se nessuno l’avesse mai usato per ripulire le pozze di urina diffuse da gente ubriaca.
I cessi dei locali sono belli quando hanno una sola lampadina che pende dal soffitto, belli senza maniglie, con i cordoni dello scarico invisibili, con le piastrelle come nonna le ha fatte, con le scritte scivolate sul muro con un uniposca, le scritte su mia madre, su tua madre, sulle mamme del mondo.


La gente ubriaca non fa altro che pensare alle mamme, in effetti.
I cessi dei locali sono quei luoghi in cui la gente si ripara dalla notte. Prima di uscire ancora, prima di dire cose di cui ti pentirai e prima ancora di immaginarle, il cesso ti protegge, il cesso è tuo amico, e tu glielo dimostri.
Così pensai, prima di trasformarmi in un cesso.
Qualcuno, lì fuori, stava bussando.

Cartolina del Lupo, 18 maggio, da una piazza in cui sono evidenti le tracce di un comizio elettorale

maggio 24th, 2011 § Lascia un commento

Quindi i Maya riempivano le guance dei morti con pezzi di zucca. Dice che coprivano gli occhi dei morti con monete d’oro.
Poi i Maya sono morti. Siamo arrivati noi. Però la morte esiste ancora. E i nostri funerali sono più noiosi di quelli dei Maya.
Noi siamo noiosi.
I funerali, se uno ha voglia di osservare, sono meno noiosi di quanto uno pensi. Strazianti, a volte. Irritanti, spesso. Però ci sono almeno tremila anni di funerali raccontati, da qualche parte, sui muri, sulle pergamene, sulle tavolette di argilla, sui papiri, persino nei libri.
Certo, ce ne sono di più vecchi di tremila anni, ma io non li conosco.
Il fatto è che oggi sono andato a un funerale. Ecco perché ne parlo. C’erano le bandiere, il palco, il microfono, i manifesti, c’erano i volti, le cravatte, i bambini appollaiati sulle spalle dei papà, c’erano le coppie mano nella mano, i gelati colanti, le lingue che li prosciugavano, c’erano le accolite di vecchi usciti dalle bocciofile, c’erano gli insegnanti, gli operai, gli impiegati, i commercianti, i ragazzi che hanno studiato e lavorano a tempo determinato e che tutti chiamano precari, c’era la vita, nonostante tutto.
Poi una specie di temporale ha spinto la folla verso sinistra, verso i portici.
Il vento era forte, cambiava traiettoria di continuo.
La folla si è spostata a destra.
Alla fine la gente si è arrampicata sugli alberi.
I bambini sulle cime.
Gli anziani sulle fronde.
Qualcuno ha gridato “terra”, a un certo punto, ma nessuno l’ha ascoltato.

Cartolina del Lupo, 11 maggio, da un tempo espanso e contratto

maggio 24th, 2011 § Lascia un commento

L’11 maggio del 1860 Garibaldi e i Mille sbarcano a Marsala. Ma non lo racconterò.
L’11 maggio del 1912 Marinetti pubblicherà il Manifesto tecnico della letteratura futurista. Non ne parlerò.

Bob Marley muore a Miami.
Bendandi profetizza un terremoto a Roma.
Mancano dieci giorni al mio compleanno.
Mia madre accompagna sua sorella da qualche parte.
Un vecchio mi racconta la storia di suo padre, il nonno di suo figlio.
La signora che siede all’angolo tra via x e via y mi chiede l’elemosina. Un tale sputa in faccia a un altro tale.
Uomini e donne salgono su un autobus.
La Moratti accusa Pisapia di furto.

Lavo casa. Aspetto qualcuno.
Una voce siciliana parla allo stereo.
La temperatura è di 25 gradi alle 17, di 19.5 alle 20:00, di 15.3 alle 23:00.
Ho mangiato in un posto che sembrava un fast food, e ho pensato a un posto in cui mi piaceva perdermi quando avevo 9 anni.
Ho pensato di prendere un aereo. Di guardare fuori dal finestrino, le nuvole come un tappeto sull’acqua.
Ho pensato che mio padre a quest’ora è ancora a lavoro.
Infine l’11 maggio del 1887 nacque Paul Wittgenstein, pianista, fratello maggiore di Ludwig, filosofo.
Durante la prima guerra mondiale Paul perse il braccio destro, ma continuò ad esibirsi. Morì.

Le cartoline di Lupo&Fratello vanno in onda tutti i mercoledì sera, a partire dalle 21:00, su www.radiopopolareroma.it.

Ascolta MONDO CANE.

Cartolina blues, da un bar sulla Casilina, il proprietario assomiglia a Ike Turner e viene dal Bangladesh

aprile 7th, 2011 § 1 commento

Ci sono quelli che ascoltano Elvis, quelli che si vestono come Elvis, ci sono quelli che ingrassano come Elvis, quelli che muoiono come Elvis, ci sono un sacco di Elvis, di Jim, di Janis, di Jimi, di gente che risponde alle domande come fece Syd Barrett – La sua band ha un nome molto originale. Ma chi le ha suggerito il nome Pink Floyd?  – Gli alieni! “.

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